Il cohousing del “Futura”

futura-testata-smallQuesto articolo ce l’eravamo perso per strada (è di marzo); ci scusiamo con gli amici di Futura, il giornale on-line del Master in Giornalismo di Torino :-)

Buona lettura.

Il cohousing? Un “Chiodo Fisso”!

chiodofisso

Chiodo Fisso è uno spazio che offre nella sua brevità la tensione narrativa di un racconto. Ogni mese “chiodo fisso” batte su un tema. Ogni giorno torna sullo stesso tema, ma nella chiave sempre diversa del protagonista di quella singola puntata.

Questa è la descrizione della trasmissione di Radio3 che questo mese ha avuto come tema: “CASA”. Come avrete probabilmente intuito hanno parlato di noi, anzi, hanno fatto di più, hanno intervistato a lungo Paolo sviscerando per bene il nostro progetto. Se volete ascoltare la trasmissione cliccate qui [9.3 MB]

Paolo sentendo la registrazione della trasmissione ha commentato così: “sono un incrocio tra mastroianni e benito urgu…” :-)

Promuoviamo la Salute?

Logo_DorsRispondere a questa domanda può essere difficile ed impegnativo, soprattutto se non si vuole fare un discorso superficiale e approssimativo. Probabilmente potremo rispondere in futuro con dei dati oggettivi, con l’esempio delle nostre vite… chi lo sa!?

In ogni caso il DoRS (Centro Regionale di Documentazione per la Promozione della Salute) ha scritto un articolo su di noi, proprio pensando che probabilmente lo stile di vita all’interno di un cohousing, le relazioni solidali continue tra “vicini di casa”, l’abitare in una casa sana, etc. possano dare un contributo al vivere bene. Per leggere l’articolo cliccate qui.

PS: nel caso qualcuno si chieda cosa cavolo sia un “…”, è un carattere speciale che in html sta per ellipsis, cioè i tre puntini di sospensione… ;-)

Incontri ad Experimentcity

expcityExperimentCity è un interessante progetto nato a Berlino: si tratta di un Network Europeo che si incontra per parlare e confrontare modelli di abitazione alternativi che abbiano alla base la collaborazione tra gli abitanti che ha organizzato un convegno il 24-26 marzo a Milano con un meeting ospitato a Fa’ La Cosa Giusta.

Noi abbiamo partecipato all’evento pubblico che si è tenuto il venerdi’ 25 marzo e in cui s’è parlato di cohousing, o meglio di “abitazioni collaborative”, termine che ci è piaciuto molto. Tra i relatori e gli spettatori c’erano un sacco di persone molto interessate al tema, professori e dottorandi che stanno analizzando il fenomeno, relatori internazionali che hanno raccontato le proprie esperienze di vita in cohousing (Dick Urban Vestbro: Co-housing in Stockholm, Sweden; Adam Furman e Thomas Honeck: Collaborative housing in Berlin, Germany; Martin Large: Land trust in Stroud, Uk), alcune persone che vorrebbero abitare in un cohousing, altre che stanno portando avanti progetti di abitazioni collaborative, etc. E’ stato molto interessante e ringraziamo gli organizzatori del Politecnico di Milano.

Questa volta non siamo andati a parlare, ma a sentire, quindi eravamo seduti in mezzo alla platea; quando Giovanni Bucco, che rappresentava la Rete Nazionale, ha detto che eravamo lì tra il pubblico, molte teste si sono girate di scatto ed è stata una grande soddisfazione vedere l’entusiasmo sui volti di coloro che ci hanno riconosciuto, quasi fossimo degli eroi, dei divi di Hollywood (ho detto quasi! :-P ). E’ stato molto bello vedere che siamo motivo di speranza per chi sta progettando un cohousing, che si scontra con le mille difficoltà che comporta formare un gruppo di persone che riesce a comprare un palazzo intero per farci la propria dimora. Uscendo dalla sala del convegno e portandoci dentro i racconti delle belle esperienze e le riflessioni fatte dai vari relatori, ci è subito tornata alla mente la celeberrima frase, per la quale non ringrazieremo mai abbastanza Mel Brooks e Gene Wilder, “si può fare!” che condividiamo qui con voi …

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è un interessante progetto nato a Berlino: si tratta di una Network Europea che si incontra per parlare e confrontare modelli di abitazione alternativi che abbiano alla base la collaborazione tra gli abitanti che ha organizzato un convegno il 24-26 marzo a Milano con un meeting ospitato a Fa’ La Cosa Giusta.

Noi abbiamo partecipato all’evento pubblico che si è tenuto il venerdi’ 25 marzo e in cui s’è parlato di cohousing, o meglio di “abitazioni collaborative”, termine che ci è piaciuto molto.  Tra i relatori e gli spettatori c’erano un sacco di persone molto interessate al tema, professori e dottorandi che stanno analizzando il fenomeno, relatori internazionali che hanno raccontato le proprie esperienze di vita in cohousing (Dick Urban Vestbro _ Co-housing in Stockholm, Sweden; Adam Furman e Thomas Honeck _ Collaborative housing in Berlin, Germany; Martin Large _ Land trust in Stroud, Uk), alcune persone che vorrebbero abitare in un cohousing, altre che stanno portando avanti progetti di abitazioni collaborative, etc. E’ stato molto interessante e ringraziamo gli organizzatori del Politecnico di Milano.

Questa volta non siamo andati a parlare, ma a sentire, quindi eravamo seduti in mezzo alla platea; quando Giovanni Bucco, che rappresentava la Rete Nazionale, ha detto che eravamo lì tra il pubblico, molte teste si sono girate di scatto ed è stata una grande soddisfazione vedere l’entusiasmo sui volti di coloro che ci hanno riconosciuto, quasi fossimo dei divi di Hollywood (ho detto quasi! :-p ). E’ stato molto bello vedere che siamo motivo di speranza per chi sta progettando un cohousing, che si scontra con le mille difficoltà che comporta formare un gruppo di persone che riesce  a comprare un palazzo intero per farci la propria dimora. Uscendo dalla sala del convegno e portandoci dentro i racconti delle belle esperienze e le riflessioni fatte dai vari relatori, ci è subito tornata alla mente la celeberrima frase “si può fare!” che condividiamo qui con voi – ringraziando sentitamente Mel Brooks e Gene Wilder – …

Il cohousing su Digi.to

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Il cohousing comincia a diventare un tema interessante anche per i giovani. Siamo stati intervistati dal Magazine online dell’InformaGiovani di Torino, Digi.to, che è stato anche ripreso da La Stampa.

Se siete giovani potete leggere l’articolo su Digi.to, altrimenti sil sito de La Stampa.

A breve lo stesso articolo sarà pure su NuovaSocietà… uno e trino :-)

Elena, il cohousing e numero zero

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Sul numero di febbraio del giornale online (e non solo) Numerozero.info intitolato “L’Italia delle donne” c’è un’intervista ad Elena, la nostra “presidente”.

Un simpatico caso di omonimia, ma non siamo “parenti” :-)

Per scaricare il pdf dell’articolo, cliccate qui.

E anche Marco s’è laureato!!!

dottore di ricercaQuesta mattina un’altra buona notizia per noi e per l’Italia intera che ha un gran bisogno di giovani menti fresche e ben preparate: Marco, il primogenito di Bruna, s’è laureato con 103, prendendo la massima valutazione per la tesi.

Noi di Numero Zero, s’è molto fieri!!! Complimenti Marco!!!

Raccontano i cronisti preseti all’evento che alla domanda di rito su come si sentisse, il Nostro abbia risposto: “E un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo… :-D

Elena s’è “dottorata”

dottore di ricerca

Questa mattina le cronache registrano l’acquisizione di un altro titolo onorifico da parte del nostro esimio Presidente: il titolo di Dottore di Ricerca.

Da oggi in poi Elena Lanfranchini sarà la Nostra Illustrissima Dottoressa Presidente. Viva!

Siamo su Glamour

Glamour-logoChe il cohousing stia diventando una moda? Dopo Elle, anche Glamour ha pubblicato un articolo sul cohousing che parla anche di Numero Zero. Inoltre nell’articolo c’è un’intervista a Chiara, con un piccolo refuso: nel primo pezzo virgolettato dell’intervista non ha detto siamo il “primo caso italiano di progettazione totalmente condivisa”, visto che  probabilmente ce ne sono stati altri prima di noi e non stiamo gareggiando con nessuno.

Lo potete trovare in edicola nel numero di dicembre, oppure potete scaricarlo da qui

Numero Zero: una grande avventura di cohousing…

cohousing_logo… così intitola l’articolo sulla nostra avventura apparso sulla webzine Co+Housing che si occupa di idee e di condivisione.

Per leggere l’articolo e l’intervista a Chiara cliccate sull’immagine qui a fianco.

Buona Lettura!