Forno a legna

Ieri sera abbiamo provato il forno a legna: abbiamo infornato un bel po’ di pizze e del pane, il tutto fatto con le nostre manine e la pasta madre che tramandiamo di generazione in generazione.

Direi che la prima prova è stata piuttosto fallimentare perché ci siamo dimenticati di prendere la pala per infornare, oggetto che abbiamo capito essere fondamentale. Infatti abbiamo messo le pizze nel forno dentro a delle teglie che però impediscono alle pizze di cuocere sotto. Insomma alla fine le abbiamo precotte nella teglia e non appena erano abbastanza dure da essere rimosse senza fracellarle le abbiamo appoggiate su una griglia.
Alla fine ce le siamo sbafate con gusto… ogni scarrafone…

Il pane in compenso è venuto molto croccante: un ottimo esercizio per i denti e le gengive.

Però siamo contenti e non vediamo l’ora di accenderlo di nuovo.

La Comune 2.0?

la_stampa_13_03_09Ok, stiamo partendo… c’è un bel via vai di mobili, che da tanta soddisfazione… e un giornalista de La Stampa viene a vedere cosa abbiamo combinato in questo angolo di Porta Palazzo, finalmente libero da ponteggi, macerie, cariole, sacchi di cemento, etc.

L’articolo è bello, ma il titolo non si può proprio leggere! E’ catchy (tanto per rimanere nel campo dell’illeggibile :-) ), è giovane e pure un po’ alternativo, ma noi non siamo una comune né tanto meno 2.0.
Cosa deve inventarsi al giorno d’oggi un povero titolista per far leggere un articolo… ma non bastavano le nostre belle facce nella foto? :-p

Per leggere l’articolo cliccate sull’immagine. Buona lettura!

Vicini + Vicini

L’associazione CoAbitare vi invita al primo incontro della rassegna

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Sempre più persone immaginano e scelgono di abitare in maniera più sostenibile, privilegiando le relazioni, condividendo spazi comuni e scambiando tempo e competenze. Non è necessario cambiare abitazione, lavoro, famiglia per vivere meglio, non bisogna essere supereroi, ciò che serve è l’impegno di tutti a collaborare e condividere. Insieme è meglio, con buon senso e pragmatismo.


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La Nave dei Folli

La Nave dei FolliSarà un caso che in un blog che si occupa di cambiamento e si chiama La Nave dei Folli si parli di noi? :-)

Proprio un caso no, e non è perché abitiamo in “via dei matti” Numero Zero, ma perché ci hanno conosciuto quando abbiamo aderito al Gruppo di Acquisto per l’Energia della cooperativa Sargo

Cliccate qui per leggere il post.

Ulisse approda a Itaca

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Oggi Lunedì 4 Marzo 2013, data da scolpire a caratteri cubitali nella roccia, oltre ad essere ricordato per l’inizio del Conclave, le elezioni in Kenya e per il fatto che alla Regina Elisabetta II sia passato il cagotto (http://en.wikipedia.org/wiki/March_2013#2013_March_4), verrà anche ricordato come il giorno in cui abbiamo consegnato la richiesta di agibilità, il che vuol dire che possiamo ufficialmente cominciare ad abitare in quella che fino a ieri chiamavamo “cantiere” e da oggi sarà solo più “CASA”!!! Viva!!!

Per l’inaugurazione ufficiale con tanto di brindisi, bagordi e bella gente, come dicono quelli che la sanno lunga: stay tuned! :-)

L’energia elettrica

Quando si giunge alla fine di un cantiere bisogna allacciare ogni appartamento ai vari servizi, tra i quali l’energia elettrica. A Torino la stragrande maggioranza delle case sono allacciate a Iren (il gestore locale), ma visto che a noi far le cose come fanno tutti non ci va proprio, abbiam deciso di cercare un fornitore più in linea con le nostre teste, il nostro sentire e il nostro modo di vivere.

Innanzi tutto abbiamo escluso a priori Enel, perché all’estero investe nelle centrali nucleari e in Italia nel carbone (http://www.greenpeace.it/enel/)… peggio di così!…, poi volevamo usare energia rinnovabile e infine non volevamo che queste nostre richieste pesassero troppo sul portafogli.

Alla fine della ricerca siamo approdati al Gruppo di Acquisto per l’Energia della cooperativa Sargo che fa parte dell’Arcipelago SCEC, che si appoggia a Trenta SpA e che ci garantisce che noi useremo energia rinnovabile al 100%… meglio di così!

Ma come facciamo a usare a Torino dell’energia rinnovabile prodotta sulle Alpi Orientali? In pratica se noi consumiamo 100 kW, loro si impegnano ad immettere in rete 100 kW di energia prodotta con fonti rinnovabili. In questo modo la nostra scelta di utilizzare le efficientissime piastre ad induzione per cucinare risulta ancora più sostenibile: non solo non avendo il gas in casa non abbiamo dovuto bucare il nostro preziosissimo cappotto isolante, ma in più anche quando cuciniamo non bruciamo fonti fossili, neanche nel ciclo produttivo dell’elettricità che consumiamo.

Una perfetta scelta “win-win”.

Su Ambiente Italia

Nella puntata del 02 Febbraio 2013 di Ambiente Italia, rubrica di approfondimento ambientale della TGR, è andato in onda un servizio su Numero Zero girato in via Cottolengo.

Ecco il servizio:

Uno, Nessuno e Centomila

Si, il titolo di questo post è esattamente il titolo del famosissimo romanzo di Luigi Pirandello.
E perché disturbare un premio Nobel per la Letteratura in un blog che si occupa di cohousing? Perché mettere in piedi un cohousing o andarci a vivere dipende moltissimo, se non in toto, dalle relazioni tra le persone e il Nostro ne sapeva parecchio a riguardo. Leggete qui:


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Co-vivere ai tempi della crisi

Sulle pagine delle Inchieste di Repubblica c’è una serie di articoli dove si sottolinea che la condivisione può essere un buon modo per non soccombere alla crisi.
Ovviamente si parla anche di cohousing e delle sue difficoltà; noi veniamo citati come un gruppo che le difficoltà le ha vissute e superate.

Per leggere l’articolo cliccate qui.

“Coabitare al Numero Zero” su La Stampa

Sulla cronaca di Torino de La Stampa c’è un articolo che parla di noi.
Per leggerlo clicca qui.

Buona Lettura