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	<title>cohousing numerozero &#187; chi</title>
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	<description>Questa è la storia di Numero Zero, un progetto di coabitazione di un gruppo di persone accomunate da obiettivi condivisi e dalla disponibilità ad aiutarsi reciprocamente.  Perchè coabitare non è una moda o un lusso, ma una possibile risposta al bisogno di vivere in modo semplice e sostenibile.</description>
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		<title>Benvenuta Bianca!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 09:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Numero Zero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E con somma gioia che diamo tutti il benvenuto all&#8217;ultima arrivata in Numero Zero: &#160;Bianca&#160; Complimentoni ad Alessandra e a Paolo per aver popolato di due magnifiche marmocchiette la nostra casetta. Ora mi sa che dovremo cambiare acronimo alla famiglia PAG, perché PAG+B, PAGB, ABGP, ABPG, AGBP, AGPB&#8230; e potrei andare avanti con tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E con somma gioia che diamo tutti il benvenuto all&#8217;ultima arrivata in Numero Zero: <strong style="background: black; color:white"> &nbsp;Bianca&nbsp; </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Complimentoni ad Alessandra e a Paolo per aver popolato di due magnifiche marmocchiette la nostra casetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora mi sa che dovremo cambiare acronimo alla famiglia PAG, perché PAG+B, PAGB, ABGP, ABPG, AGBP, AGPB&#8230; e potrei andare avanti con tutte le 4! (= 24) permutazioni possibili, ma evito che oggi mi sento buono <img src='http://www.cohousingnumerozero.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BENVENUTA!!!</strong></p>
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		<title>Elena s&#8217;è &#8220;dottorata&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 14:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Numero Zero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina le cronache registrano l&#8217;acquisizione di un altro titolo onorifico da parte del nostro esimio Presidente: il titolo di Dottore di Ricerca. Da oggi in poi Elena Lanfranchini sarà la Nostra Illustrissima Dottoressa Presidente. Viva!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cohousingnumerozero.org/wp-content/uploads/2011/01/laurea1000.gif"><img class="size-medium wp-image-688 alignright" title="dottore di ricerca" src="http://www.cohousingnumerozero.org/wp-content/uploads/2011/01/laurea1000-300x264.gif" alt="dottore di ricerca" width="150" /></a></p>
<p>Questa mattina le cronache registrano l&#8217;acquisizione di un altro  titolo onorifico da parte del nostro esimio Presidente: il titolo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dottorato" target="_blank">Dottore di Ricerca</a>.</p>
<p>Da oggi in poi Elena Lanfranchini sarà la Nostra Illustrissima Dottoressa Presidente. Viva!</p>
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		<title>Annalisa tra noi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 16:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Numero Zero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ da qualche tempo che i ragazzi di Numero Zero mi chiedono di scrivere un paio di righe sul loro blog. Una richiesta legittima e reiterata a cui, devo ammettere, mi sono sottratta per qualche mese. Per quale motivo? Indubbiamente il susseguirsi di scadenze lavorative, pause estive e ancora carichi di lavoro sono la “facciata” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ da qualche tempo che i ragazzi di Numero Zero mi chiedono di scrivere un paio di righe sul loro blog. Una richiesta legittima e reiterata a cui, devo ammettere, mi sono sottratta per qualche mese. Per quale motivo? Indubbiamente il susseguirsi di scadenze lavorative, pause estive e ancora carichi di lavoro sono la “facciata” di questo lungo silenzio, ma credo che la vera questione sia da trovare in una mia iniziale reticenza a abbandonare il confortevole ruolo di discreta ricercatrice esterna al gruppo per espormi in prima persona. Deboli retaggi di una formazione antropologica che ha per decenni coltivato il mito impossibile dell’osservatore invisibile, distaccato e neutrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra invece giusto e necessario presentarmi e spiegare quali ragioni hanno portato la mia strada a incrociare quella della cooperativa Numero Zero, a maggior ragione da quando compaio<br />
insieme ai ragazzi in una foto postata recentemente su questo blog. Chi é questa Annalisa che non fa parte del gruppo dei futuri coabitanti ma è spesso presente al loro fianco? Sto svolgendo una tesi di<br />
dottorato in antropologia sociale presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e la mia ricerca verte su un’analisi comparativa del cohousing in Francia e in Italia. E’ per questo motivo che da ormai diversi mesi seguo con attenzione il percorso di alcuni gruppi-progetto tra cui, in Italia, quello di Numero Zero. Al di là degli aspetti specifici che mi propongo di indagare nella mia ricerca, credo sia utile intervenire in questa sede per almeno tre motivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo e più elementare consiste nel rispetto dovuto alla modalità d’azione delle persone che da tempo hanno accettato la mia presenza in riunioni, cene e incontri vari. In un contesto partecipativo<br />
e sperimentale come quello di un progetto di cohousing non c’é spazio per l’inerzia e, come a tutti i membri del gruppo, anche all’osservatore sociale é richiesto uno spirito di adattamento e una certa<br />
propensione all’ “azione”.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda ragione é la necessità di ribadire che le persone che entrano a fare parte di progetti di coabitazione sono forse dei pionieri ma sicuramente non degli “alieni” o dei soggetti eccentrici fuori<br />
dal mondo, come spesso mi viene chiesto. In questo caso il fatto di avere una visione sovranazionale aiuta a inquadrare il contesto italiano in una prospettiva di più ampio respiro: se nel nostro paese il<br />
concetto di cohousing è recente e puo’ suscitare ambiguità, altrove si tratta di una realtà consolidata che interessa migliaia di persone.<br />
A questo proposito, come mi é stato possibile riscontrare nella International Conference on Collaborative Housing di Stoccolma lo scorso maggio, é utile segnalare che il cohousing si é sviluppato e si sviluppa seguendo percorsi, significati e criteri diversi a seconda del contesto, ma il punto comune delle varie esperienze nazionali rimane la volontà di avere un progetto abitativo che sia collettivo e partecipato. Questo punto di partenza non é di per sé una scelta utopica e ultra-radicale ma piuttosto il segnale che nella società moderna possono diffondersi delle alternative democratiche e cooperative alle attuali soluzioni immobiliari, alternative che incontrano le esigenze di una parte della popolazione, soprattutto in città. Se osserviamo le proporzioni che questo fenomeno ha preso in paesi come la Danimarca, la Svezia, l’Olanda e gli Stati Uniti, non possiamo che constatare la serietà e il rispetto con cui l’esperienza del cohousing merita di essere presa in considerazione, senza cadere in facili stereotipi e affrettate scorciatoie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il modo in cui le società vivono e abitano non é un “fatto” dato una volta per tutte ma un processo in costante evoluzione, ed é per questo interessante chiedersi quali nuovi elementi fisici, politici<br />
e simbolici il cohousing introduce nelle nostre città. Piuttosto che sottolineare la marginalità attuale di questo fenomeno nel nostro paese, mi sembra utile interrogarsi sulle motivazioni che<br />
spingono sempre più persone a riformulare la propria relazione all’abitare per trovare soluzioni più soddisfacenti dal punto di vista sociale, ecologico ed economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, credo sia doveroso rendere noto al di fuori del mondo universitario l’interesse ampio e crescente che la ricerca sta tributando a questo fenomeno. Il cohousing é attualmente al centro<br />
dell’attenzione di architetti, urbanisti, psicologi della comunità, sociologi urbani e antropologi che, partendo da prospettive diverse, utilizzano i propri strumenti di indagine per tentare di<br />
comprenderne funzionamento, ragioni e potenzialità. Se tanti ricercatori stanno come me dedicando tempo, pensieri ed energie allo studio del cohousing é perché questa modalità di vivere e abitare<br />
ci costringe a ripensare la nostra quotidianità, le relazioni che intratteniamo con la nostra famiglia e i nostri vicini, la città, lo spazio che abitiamo, le nostre priorità. Questioni non di poco conto<br />
che non possono essere esaurite con un paio di luoghi comuni. L’argomento cohousing, che si sia scettici o entusiasti, attira l’attenzione e stimola il dibattito, tuttavia le informazioni che si possono<br />
trovare attualmente in Italia sono ancora superficiali e approssimative: i lavori universitari in corso aiuteranno a mettere a fuoco più approfonditamente caratteristiche e dinamiche di questa pratica<br />
che in un futuro potrebbe, anche nel nostro paese, diventare una realtà consolidata e non essere più considerata come la scelta particolare di alcuni “alieni” un po’ matti.</p>
<p style="text-align: justify;">Annalisa</p>
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		<title>I rapporti con la città e il territorio</title>
		<link>http://www.cohousingnumerozero.org/2009/06/i-rapporti-con-la-citta-e-il-territorio</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 21:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bruna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torino in tutta la sua bellezza We have a dream: vorremmo che altri, come noi, avessero l&#8217;opportunità di far nascere condomini fondati sulla solidarietà tra le persone, sulla condivisione di spazi e di attività, sull&#8217;interazione con il territorio circostante. Sarebbe un modo per innestare in vari punti della città i semi di una socialità spontanea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_127" class="wp-caption alignnone" style="width: 810px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-127" title="foto di Matteo Nobili" src="http://www.cohousingnumerozero.org/wp-content/uploads/2009/06/panorama.jpeg" alt="Torino" width="800" height="249" /></dt>
<dd>Torino in tutta la sua bellezza </dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">We have a dream: vorremmo che altri, come noi, avessero l&#8217;opportunità di far nascere condomini fondati sulla solidarietà tra le persone, sulla condivisione di spazi e di attività, sull&#8217;interazione con il territorio circostante. Sarebbe un modo per innestare in vari punti della città i semi di una socialità spontanea che nasce dalle persone, che previene la disgregazione sociale e offre occasioni d&#8217;incontro senza gravare sulla spesa pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorremmo quindi che il valore sociale e culturale di questa nostra scelta (abitativa, ma anche di vita) fosse riconosciuto e sostenuto dagli Enti e dalle Istituzioni che si occupano di casa, territorio, servizi sociali e quant&#8217;altro abbia attinenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo, ci siamo rivolti all&#8217;Agenzia per lo sviluppo dell&#8217;area di Porta Palazzo  &#8220;The Gate&#8221; e al Comune di Torino, più precisamente all&#8217;Assessorato alla casa, per ottenere il patrocinio. Abbiamo trovato un&#8217;attenzione entusiastica che cercheremo di tenere viva e di tradurre in qualcosa di concreto. Ma poiché, appunto, siamo dei sognatori, puntiamo a costruire un progetto più complessivo: abitativo, culturale e sociale. Perciò (compatibilmente con le incombenze legate al cantiere da mandare avanti&#8230;) stiamo cercando di stabilire contatti anche con altri assessorati della città di Torino e magari anche con la Regione, che ha la competenza di redigere il piano casa regionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nostro obiettivo</strong>: far sì che il cohousing venga riconosciuto come una forma abitativa di interesse sociale, da agevolare e promuovere e a cui dedicare appositi servizi e bandi riservati di edilizia agevolata.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Patrocinio &#8220;The Gate&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 10:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Numero Zero</dc:creator>
				<category><![CDATA[chi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un sentito ringraziamento da parte di tutti noi a Ilda Curti e Luca Cianfriglia, rispettivamente presidente e direttore del Comitato Progetto Porta Palazzo – The Gate, per averci concesso il patrocinio e per credere nella bontà del nostro progetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sentito ringraziamento da parte di tutti noi a Ilda Curti e Luca Cianfriglia, rispettivamente presidente e direttore del <a href="http://www.comune.torino.it/portapalazzo/" target="_blank"><strong>Comitato Progetto Porta Palazzo – The Gate</strong></a>, per averci concesso il patrocinio e per credere nella bontà del nostro progetto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-large wp-image-84 aligncenter" title="Lettera di patrocinio di &quot;the Gate&quot;" src="http://www.cohousingnumerozero.org/wp-content/uploads/2009/05/patrocinio-gate_small-720x1024.jpg" alt="Lettera di patrocinio di &quot;the Gate&quot;" width="554" height="789" /></p>
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