Incontri ad Experimentcity

expcityExperimentCity è un interessante progetto nato a Berlino: si tratta di un Network Europeo che si incontra per parlare e confrontare modelli di abitazione alternativi che abbiano alla base la collaborazione tra gli abitanti che ha organizzato un convegno il 24-26 marzo a Milano con un meeting ospitato a Fa’ La Cosa Giusta.

Noi abbiamo partecipato all’evento pubblico che si è tenuto il venerdi’ 25 marzo e in cui s’è parlato di cohousing, o meglio di “abitazioni collaborative”, termine che ci è piaciuto molto. Tra i relatori e gli spettatori c’erano un sacco di persone molto interessate al tema, professori e dottorandi che stanno analizzando il fenomeno, relatori internazionali che hanno raccontato le proprie esperienze di vita in cohousing (Dick Urban Vestbro: Co-housing in Stockholm, Sweden; Adam Furman e Thomas Honeck: Collaborative housing in Berlin, Germany; Martin Large: Land trust in Stroud, Uk), alcune persone che vorrebbero abitare in un cohousing, altre che stanno portando avanti progetti di abitazioni collaborative, etc. E’ stato molto interessante e ringraziamo gli organizzatori del Politecnico di Milano.

Questa volta non siamo andati a parlare, ma a sentire, quindi eravamo seduti in mezzo alla platea; quando Giovanni Bucco, che rappresentava la Rete Nazionale, ha detto che eravamo lì tra il pubblico, molte teste si sono girate di scatto ed è stata una grande soddisfazione vedere l’entusiasmo sui volti di coloro che ci hanno riconosciuto, quasi fossimo degli eroi, dei divi di Hollywood (ho detto quasi! 😛 ). E’ stato molto bello vedere che siamo motivo di speranza per chi sta progettando un cohousing, che si scontra con le mille difficoltà che comporta formare un gruppo di persone che riesce a comprare un palazzo intero per farci la propria dimora. Uscendo dalla sala del convegno e portandoci dentro i racconti delle belle esperienze e le riflessioni fatte dai vari relatori, ci è subito tornata alla mente la celeberrima frase, per la quale non ringrazieremo mai abbastanza Mel Brooks e Gene Wilder, “si può fare!” che condividiamo qui con voi …

è un interessante progetto nato a Berlino: si tratta di una Network Europea che si incontra per parlare e confrontare modelli di abitazione alternativi che abbiano alla base la collaborazione tra gli abitanti che ha organizzato un convegno il 24-26 marzo a Milano con un meeting ospitato a Fa’ La Cosa Giusta.

Noi abbiamo partecipato all’evento pubblico che si è tenuto il venerdi’ 25 marzo e in cui s’è parlato di cohousing, o meglio di “abitazioni collaborative”, termine che ci è piaciuto molto.  Tra i relatori e gli spettatori c’erano un sacco di persone molto interessate al tema, professori e dottorandi che stanno analizzando il fenomeno, relatori internazionali che hanno raccontato le proprie esperienze di vita in cohousing (Dick Urban Vestbro _ Co-housing in Stockholm, Sweden; Adam Furman e Thomas Honeck _ Collaborative housing in Berlin, Germany; Martin Large _ Land trust in Stroud, Uk), alcune persone che vorrebbero abitare in un cohousing, altre che stanno portando avanti progetti di abitazioni collaborative, etc. E’ stato molto interessante e ringraziamo gli organizzatori del Politecnico di Milano.

Questa volta non siamo andati a parlare, ma a sentire, quindi eravamo seduti in mezzo alla platea; quando Giovanni Bucco, che rappresentava la Rete Nazionale, ha detto che eravamo lì tra il pubblico, molte teste si sono girate di scatto ed è stata una grande soddisfazione vedere l’entusiasmo sui volti di coloro che ci hanno riconosciuto, quasi fossimo dei divi di Hollywood (ho detto quasi! :-p ). E’ stato molto bello vedere che siamo motivo di speranza per chi sta progettando un cohousing, che si scontra con le mille difficoltà che comporta formare un gruppo di persone che riesce  a comprare un palazzo intero per farci la propria dimora. Uscendo dalla sala del convegno e portandoci dentro i racconti delle belle esperienze e le riflessioni fatte dai vari relatori, ci è subito tornata alla mente la celeberrima frase “si può fare!” che condividiamo qui con voi – ringraziando sentitamente Mel Brooks e Gene Wilder – …

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