I nostri spazi comuni

L'affacco sul cortile
L’affaccio sul cortile

Una casa per abitarci e vivere tra persone che si sono scelte e che sono disponibili l’una per l’altra. Alloggi progettati su misura. Pratiche condivise come gli acquisti solidali, la banca del tempo… Ma sino qui nulla di diverso da un normale condominio di inquilini socievoli e disponibili. Ciò che fa la differenza sono gli spazi comuni.

La nostra casa ne avrà molti, con funzioni diverse.

Il cortile ti accoglie all’ingresso. Lo abbiamo immaginato come il centro di gravità del nostro condominio, affacciato e raccolto intorno ad esso. Vorremmo renderlo vivo, verde, popolato dalle grida dei bambini: tutto il contrario di quei morti cortili d’asfalto in cui è affisso un cartello che vieta giochi e schiamazzi.

La nostra agorà sarà il grande terrazzo che sovrasta il basso fabbricato commerciale. Un luogo dove godere dei primi soli primaverili o prendere il fresco nelle sere d’estate, portandosi una caraffa di caffè o di tè e alcune tazze, certi di trovarci qualcuno con cui condividere bevanda e quattro chiacchiere.

Avremo poi alcuni locali si servizio destinati a funzioni specifiche: una cantina per il vino, un magazzino comune, un piccolo laboratorio per riparazioni e bricolage, dove gli attrezzi saranno a disposizione di tutti (e i più abili aiuteranno i maldestri); al pianerottolo del primo e del secondo piano, due piccoli locali lavanderia; e da qualche parte nel cortile anche un bel forno per il pane e le pizze!

Sin qui, però, nulla di diverso da un qualsiasi condominio di persone che cordialmente condividono alcuni momenti della loro giornata. Un’isola felice, ma priva di collegamenti con la terraferma. E invece noi vogliamo testimoniare questa nostra avventura, contagiare altre persone col nostro entusiasmo!

Per questo, entrano in scena i veri protagonisti del nostro progetto: le sale polifunzionali.

Ne avremo tre. La prima al piano terreno, facilmente accessibile dal cortile, dotata di un secondo cortiletto sul retro, in cui vorremmo allestire un nido familiare, per i bimbi del condominio ma in grado di accogliere anche qualche ospite dall’esterno. Nelle ore pomeridiane e serali o nelle giornate di sabato e festive, la stessa sala sarà disponibile per altri progetti, che i coabitanti costruiranno insieme ma che saranno rivolti anche all’esterno. Nelle nostre discussioni di questa fase preparatoria sono emerse moltissime idee e proposte: cineforum, cicli di incontri su temi diversi, corsi di yoga o di recitazione…

Le altre due sale sono al piano interrato e sono comunicanti tra loro. Sarebbe bello trasformarle in una tavernetta dove organizzare cene di gruppo o corsi di cucina; e ci sarebbe anche lo spazio per il calciobalilla e per il tavolo da ping-pong pieghevole da aprire all’occorrenza.

Se la palazzina è il corpo in cui tutti noi vivremo, l’attività di gestione delle sale polivalenti sarà l’anima del nostro gruppo di coabitanti. Per questo, quando la cooperativa avrà esaurito la sua funzione “edilizia” e verrà probabilmente sciolta, ci costituiremo in associazione e collegialmente ci dedicheremo a far vivere i nostri spazi comuni aprendoli al quartiere e alla città.

Per realizzare tutte queste attività dovremo mettere a punto regole e processi di decisione e di divisione dei compiti e delle responsabilità che siano allo stesso tempo efficaci e condivisi: un piccolo laboratorio di democrazia!

I commenti sono chiusi.