Avete mai pensato di comprare un palazzo?

Il terrazzo prima della cura
Il terrazzo prima della cura

Se avete letto qui, avrete certamente capito che l’idea di cohousing ci frullava nella testa già da un po’, mancava però il posto dove realizzare il progetto. E come si trova un palazzo o un terreno dove costruire? Non so voi ma io sono ormai google-dipendente e quindi ho fatto una ricerca “palazzo in vendita torino” e, sorpresa, ce ne sono  tanti! Ci si puo’ anche iscrivere a indirizzari di agenzie o portali di agenzie immobiliari che in automatico inviano gli annunci immobiliari. E così sono entrata nel magico mondo dei palazzinari, non me lo sarei mai aspettato, ma devo ammettere che l’ho trovato divertente e continuo a farlo per l’associazione CoAbitare per cercare possibili posti per nuovi cohousing. Dove sta il divertimento? Nel cercare palazzine “terra cielo”, andarle a vedere, entrare in contatto con le agenzie immobiliari e spiegare loro il progetto, arrivare trafelati in bici ad un appuntamento in cui venditori, impresari e agenti immobiliari in giacca e cravatta ti parlano di operazioni commerciali e sparano cifre di un milione, due milioni di euro … ed io, che a mala pena so scriverle cifre simili, ho imparato a non sbiancare e a non svenire.

In quel periodo – primavera 2008 – era comune girare per la città col naso per aria a guardare palazzi vuoti, case abbandonate, ex fabbriche e domandarsi se potesse essere adatto al nostro condominio speciale, se fosse in vendita. Poi una sera mentre si faceva un giretto per porta palazzo e borgo dora abbiamo visto una casetta molto particolare, diversa dalle altre intorno e il primo pensiero: ma sai le feste che si possono fare su quel terrazzo?!?!? (è una promessa: l’inaugurazione sarà sul terrazzo e siete tutti invitati!) … si pensava: sogni ad occhi aperti, come sempre. La casa sembrava abbandonata e basta, dimenticata.
Invece il signor Natale e la signora Bianca proprio in quei giorni avevano deciso di mettere in vendita quella palazzina che il loro papà aveva acquistato negli anni.
Non tutti credono nel destino, ma io sì, non può essere tutto un caso e adesso siamo molto soddisfatti di averci creduto fin dall’inizio!
Oggi il palazzo lo abbiamo comprato; rischiando, perché siamo in cinque famiglie e il gruppo ne prevede otto, perché stare dietro i tempi del mercato immobiliare è difficile, perché per poco stavamo per farci soffiare la casa da qualcuno più veloce e più danaroso di noi.

Insomma, a parte gli scherzi, questa fase del progetto è stata fondamentale e molto delicata. È difficile per persone “normali” che vengono dal mondo dell’associazionismo confrontarsi con i tempi e le modalità del mercato immobiliare. Oltre alla ricerca dell’immobile, ai fini della trattativa di compravendita e per verificare la fattibilità dell’impresa è stata fondamentale l’elaborazione di un prospetto economico che prevede tutte le fasi e tutti i costi del progetto, dall’acquisto, alle tasse alla ristrutturazione, i costi del notaio, commercialista, progettista, … tutto; solo in questo modo si può valutare la sostenibilità economica del progetto e si possono fare le valutazioni personali e di gruppo. Il piano economico è stato fatto a più mani ed è stato condiviso con tutto il potenziale gruppo di acquisto e all’interno dell’associazione CoAbitare; tutto il percorso fin qui fatto è stato trasparente e nessuno di noi ha agito in nome o per conto di altri senza prima averne chiesto il consenso all’interno di riunioni cui tutti hanno partecipato ed espresso la propria opinione e nessuna decisione è stata presa a maggioranza. Questo è un punto fermo, che crediamo essere una delle valenze del progetto.

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